Costituzione genetica del paziente

Il rischio di sviluppare la parodontite ha una chiara componente genetica. In particolare una variante del DNA presente frequentemente nella popolazione (polimorfismo) che determina una sovrapproduzione del mediatore infiammatorio Interleuchina 1 (IL-1) favorisce un eccesso di risposta flogistica a livello dell'osso del dente e del tessuto connettivo circostante, con iperattivazione degli osteoclasti che inducono un riassorbimento osseo aggressivo. Questo porta nel tempo all'approfondirsi del distacco del dente stesso dalla gengiva.

Questa scoperta risale inizialmente a quasi dieci anni fa, quando genetisti americani si sono concentrati per la prima volta (12) su gruppi di pazienti che avevano un'eccellente igiene orale e una bassa percentuale di batteri parodontopatogeni, e che ciononostante mostravano una marcata degradazione dell'osso mascellare.

Nella maggior parte di tali pazienti venne riscontrata la variante che induce la sovrapproduzione di IL-1, il che causava una forte risposta immunitaria nel tessuto connettivale e nell'osso del dente nonostante fossero presenti piccole quantità di batteri. Uno studio successivo (13) ha dimostrato che quando si ha un rischio ereditario, la probabilità di parodontite è molto più elevata. Se sommata infatti ad altri fattori predisponenti, come il fumo, la scarsa igiene orale, malattie sistemiche e stress, si osservava un aumento di 10 volte in questo rischio.